Per stare meglio con se stessi e con gli altri

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Famiglia

La famiglia moderna ha subito negli ultimi anni notevoli modifiche sia al proprio interno (basti pensare a come si sono modificati i ruoli dell'uomo e della donna) che rispetto alla società. I cambiamenti interni hanno portato e portano spesso profonde crisi che se non gestite con la dovuta cautela e consapevolezza alla fine portano ad una divisione della famiglia. Nei momenti di passaggio da una fase all’altra del ciclo vitale di una famiglia è più facile che si manifestino dei problemi, di qualunque natura e in qualunque componente della famiglia. Questo perché la transizione prevede dei cambiamenti, delle sfide, la necessità di modificare alcuni comportamenti e adottarne di nuovi. Non è facile, si può perdere la bussola e si possono innescare così delle reazioni disfunzionali, dei comportamenti che non vanno bene e che sono inadeguati a far fronte alle sfide che la nuova fase richiede. Ciò che causa la crisi è quindi l’incapacità di attingere alle risorse familiari per adattarsi in breve tempo al cambiamento. La nascita di un figlio, un licenziamento, l’adolescenza, il nido vuoto sono tutte possibili cause di crisi che derivano da “normali” evoluzioni della famiglia. Ogni volta che la famiglia accede ad una nuova fase, ha bisogno di ristrutturarsi perché deve affrontare una situazione nuova che mette in crisi le vecchie modalità di funzionamento. L’assetto familiare e le relazioni tra i membri della famiglia hanno bisogno di cambiare. Il passaggio da una fase all’altra può essere un momento critico perché richiede ai membri della famiglia di cambiare qualcosa in se stessi e nel loro modo di relazionarsi, e non sempre le persone sono pronte o desiderose di mettere in atto i cambiamenti necessari. A volte può capitare che una famiglia, che accede ad una nuova fase, non riesca a riorganizzarsi, ma cerchi piuttosto di rimanere ancorata alle vecchie modalità di funzionamento. Quando questo succede, quando una famiglia si “blocca”, insorgono inevitabilmente difficoltà, conflitti, rotture o alcuni suoi membri sviluppano disturbi psicologici.

I momenti di passaggio del ciclo vitale della famiglia che innescano cambiamento sono:

- La giovane coppia

- Il matrimonio

- La nascita dei figli

- La famiglia con adolescenti

- La famiglia con giovani figli

- La famiglia con genitori anziani

La famiglia si sviluppa secondo un ciclo evolutivo composto da fasi tipiche e prevedibili. Se la famiglia riesce a soddisfare i compiti evolutivi delle varie fasi, cresce e si perpetua superando armoniosamente i momenti critici. La crisi che si determina ad ogni nuova fase del ciclo di vita della famiglia rappresenta un momento delicato di potenziale pericolo che richiede grandi attenzione e impegno per fare in modo che il nuovo non diventi un problema insormontabile, ma che si trasformi in una opportunità di crescita. Se la famiglia non riesce a superare la crisi in modo armonioso, se non riesce a adempiere ai compiti propri di una nuova fase del ciclo di vita, si blocca e, in genere, sviluppa alcuni sintomi psicologici a carico di uno o più membri della famiglia.
Per “sbloccare” la famiglia occorre l’intenzione di farlo, tanta energia, la disponibilità a mettersi in discussione e cambiare.
Talvolta per aiutare la famiglia a sbloccarsi può essere d’aiuto l’intervento di uno specialista esterno e, se questo accade, rivolgersi ad un professionista della salute mentale non rappresenta un motivo di vergogna quanto piuttosto un segno di consapevolezza e di intelligenza.

Infanzia, Bambini ed Adolescenti

Il percorso della crescita può essere visto come un lungo viaggio che a volte può incontrare qualche ostacolo, qualche deviazione. Può anche capitare di perdere per un po’ la strada e di recuperarla dopo, facendo un giro un po’ più lungo del previsto, osservando panorami diversi e a volte anche leggermente minacciosi per il bambino, ma ritornando poi sulla strada che si stava percorrendo per dirigersi a destinazione. In questo lungo percorso i genitori cercano di guidare e accompagnare i propri figli, ma non è un compito facile: a volte possono notare degli inspiegabili cambiamenti nell’umore, nei comportamenti, nelle relazioni interpersonali del figlio, cambiamenti che segnalano che è avvenuto qualcosa, che c’è un disagio di cui è importante occuparsi, per poter poi riprendere il viaggio della crescita nel modo più sereno possibile. Il disagio è difficilmente esprimibile a parole dai bambini, e spesso anche per gli adolescenti risulta un compito ancora arduo. È invece più frequente che venga espresso tramite modalità di comunicazione non verbali, quali il comportamento, il cambiamento dell’umore, il sintomo. È importante non banalizzare certi segnali, e cercare di capire quando si tratta di semplici capricci e quando invece segnalano un disagio che deve essere ascoltato e accolto.

In base all’età del bambino o del ragazzo la comunicazione del disagio potrà avvenire prevalentemente attraverso il corpo(soprattutto nei bambini più piccoli, ad esempio con alterazioni del ciclo sonno-veglia, enuresi, encopresi, persistenti e inspiegabili mal di pancia, ecc.) o prevalentemente attraverso il comportamento (soprattutto negli adolescenti, ad esempio con disturbi del comportamento alimentare, disturbi del comportamento con caratteristiche di disattenzione e introversione, irrequietezza o aggressività). Tuttavia le modalità di espressione del disagio non si differenziano sempre così chiaramente tra le diverse fasce di età (ci potranno ad esempio essere anche degli adolescenti che manifestano il disagio attraverso il corpo e bambini che invece lo manifestano nel comportamento), pertanto ogni situazione andrà valutata in modo specifico per poter poi offrire una risposta e una soluzione al disagio mirata ed efficace, fatta "su misura" per ogni singolo bambino o adolescente. 


Quali sono i segnali di disagio psicologico 

I segnali di disagio che è importante prendere in considerazione sono principalmente:

  • cambiamenti e sbalzi dell’umore (es. persistente tristezza e chiusura; oppure iperattivazione e agitazione);
  • cambiamenti nella condotta (es. condotte aggressive; iperattività; cambiamenti nella condotta alimentare);
  • disturbi psicosomatici e problematiche fisiche improvvise (es. mal di pancia ricorrente, mal di testa)
  • disturbi del sonno (es. difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, incubi)
  • manifestarsi o acuirsi di fobie e paure (es. fobie di animali; fobie sociali);
  • manifestarsi di una eccessiva quota di ansia (es. nelle separazioni dai genitori; nelle relazioni; a scuola);
  • regressione a comportamenti tipici di fasi evolutive precedenti (es. ricominciare a bagnare il letto);
  • difficoltà scolastiche e negli apprendimenti (es. calo del rendimento);
  • difficoltà nelle relazioni con gli altri (con i coetanei e/o con gli adulti).

Qualora si riscontrino dei segnali di disagio, è importante che i genitori non li sottovalutino ma si rivolgano ad uno specialista in grado di valutarli e favorire un loro superamento.

Le modalità di intervento sono sempre modulate in base all’età e al livello di sviluppo del bambino, e utilizzano principalmente strumenti quali il gioco o il disegno, integrati dal colloquio, al fine di favorire il superamento del temporaneo disagio e di riprendere il percorso evolutivo in serenità. Un intervento precoce, anche grazie alla relativa mobilità delle strutture psichiche che sono ancora in evoluzione, consente di ottenere i risultati migliori.

Il percorso terapeutico del bambino dovrà necessariamente prendere in considerazione anche i genitori e la relazione (fantasmatica e/o reale) del bambino con essi, in quanto il disagio del bambino può trovare una migliore comprensione e di conseguenza una più efficacie cura se collocato nel suo contesto relazionale di svilupp o.

È inoltre possibile anche per il genitore rivolgersi al professionista per richiedere un aiuto a comprendere meglio alcuni segnali di disagio e richieste di aiuto portate dal figlio, o anche per lavorare in senso più esteso sulla genitorialità, soprattutto in alcune fasi critiche, e per recuperare la sicurezza e la serenità nel proprio ruolo di genitore.

Disturbi psicosomatici e stress

L’ansia di per sé non è un fenomeno anormale. Si tratta di uno stato emotivo che comporta un'attivazione dell’organismo e che scaturisce quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. Nella specie umana l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga, nonché in una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione, le vertigini, ecc.. Tali fenomeni dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l'organismo in ansia ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per poter scappare o attaccare in modo più efficace possibile, scongiurando il pericolo e garantendosi la sopravvivenza.

La psicosomatica è un ampio campo della patologia che si colloca a metà strada tra la medicina e la psicologia, in quanto indaga la relazione tra mente e corpo, ovvero tra il mondo emozionale ed affettivo e il soma. Nello specifico, la psicosomatica ha lo scopo di rilevare e comprendere gli effetti negativi che la psiche, la mente, produce sul soma, il corpo.
I disturbi psicosomatici si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate o aggravate da fattori emozionali. 
Quando l'attivazione del sistema di ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni (la cosidetta "paura senza oggetto") però, siamo di fronte ad un disturbo d'ansia, che può complicare notevolmente la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni.

L'ansia è quindi, nei suoi diversi livelli di intensità, un segnale che fondamentalmente ci comunica qualcosa su noi stessi, che non siamo in grado di decifrare spontaneamente. Entro una certa soglia l'ansia migliora le prestazioni, tanto che si parla di ansia positiva o ansia di adattamento. Quando però si supera una certa soglia, ovvero il meccanismo di risposta di adattamento continua a persistere anche in assenza di esposizione a situazioni ambientali ansiogene, si parla di un'ansia patologica, caratterizzata da uno stato permanente di tensione, che compromette le capacità operative e di giudizio, facendo precipitare le prestazioni del soggetto e accompagnandosi a sensazioni di disagio e sofferenza. La comparsa dell'ansia allora rappresenta il segnale interiore che ci spinge a fermarci a riflettere sul senso delle nostre azioni, dalle quali siamo stati evidentemente sovrastati. L'ansia mette in discussione le nostre azioni automatizzate e ci obbliga al confronto con noi stessi, ed in particolar modo con le nostre emozioni, giacchè essa svolge spesso la funzione, paradossalmente protettiva, di tenerci lontani dalle emozioni più autentiche ancorchè disturbanti, come la tristezza, la paura o la rabbia, opportunamente ricacciate nel nostro inconscio.


I disturbi d'ansia conosciuti e chiaramente diagnosticabili sono i seguenti:

  • Fobia specifica (aereo, spazi chiusi, ragni, cani, gatti, insetti, ecc.)
  • Disturbo di panico e agorafobia (paura di stare in situazioni da cui non vi sia una rapida via di fuga)
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Fobia sociale
  • Disturbo da stress acuto o post-traumatico da stress
  • Disturbo d'ansia generalizzata


Lo stress è la risposta psicofisica ad una quantità di compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti dalla persona come eccessivi. Lo stress può essere provocato da:

  • eventi della vita sia piacevoli che spiacevoli (ad esempio: matrimonio, nascita di un figlio, morte di una persona cara, divorzio, pensionamento, problemi sessuali);
  • cause fisiche: il freddo o il caldo intenso, abuso di fumo e di alcol, gravi limitazioni nei movimenti;
  • fattori ambientali: la mancanza di un’abitazione, ambienti rumorosi, inquinati sono fattori determinanti di un certo stato di stress;
  • malattie organiche: quando il nostro corpo è affetto da una malattia, l’intero organismo, nel tentativo di difendersi, si pone in uno stato di tensione che, nella maggior parte dei casi, per le scarse difese in grado di apportare, sfocia in una condizione di stress;
  • cataclismi.

I sintomi da stress possono essere suddivisi in quattro categorie.

Stress sintomi fisici

  • Mal di testa, Dolore di schiena, Indigestione, Collo e spalle tese, Dolore allo stomaco, Tachicardia , Sudorazione delle mani, Extrasistole, Agitazione e irrequietezza, Problemi di sonno, Stanchezza, Capogiri, Perdita di appetito, Problemi sessuali, Suoni (tintinni, fischi) nelle orecchie

Stress sintomi comportamentali

  • Digrignare i denti, Attitudine alla prepotenza, Aumento dell’uso di alcolici, Mangiare compulsivamente, Criticare gli altri, Impossibilita’ di portare le cose a termine

Stress sintomi emozionali

  • Piangere, Enorme senso di pressione, Nervosismo, ansia, Rabbia, Sentire che non c’e’ nessun significato nel vivere, Solitudine, Tensione; sentire di essere sul punto di esplodere, Infelicità senza un motivo valido, Sentirsi impotenti a cambiare le cose, Essere facilmente agitati o sconvolti

Stress sintomi cognitivi

  • Problemi a pensare in maniera chiara, Impossibilità nel prendere decisioni, Dimenticare le cose o distrarsi facilmente, Pensare di scappare via, Mancanza di creatività, Preoccuparsi costantemente, Perdita di memoria, Perdita del senso dell’umorismo.

I disturbi psicologici correlati allo stress sono: Disturbo post traumatico da stress, disturbo acuto da stress, disturbi psicosomatici (asma bronchiale, ipertensione arteriosa, colite, eczema cutaneo, alopecia psicogena, ulcera gastro-duodenale), fibromialgia, depressione, disturbo bipolare, disturbi d'ansia, disturbi della sfera sessuale, disturbi dell'alimentazione (Anoressia, bulimia).

Terapia EMDR

Per il trattamento dei traumi legati ad eventi improvvisi (morti, terremoti, attentati, incidenti, ecc), a cambiamenti di vita (separazioni, cambio o perdita di lavoro, lutti, abbandoni, ecc.) e a traumi infantili legati a blocchi emotivi che hanno segnato la fase evolutiva dell'individuo l'utilizzo della tecnica dell'EMDR risulta essere molto efficace. L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico. L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo. Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento.Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Cioè il paziente realizza le connessioni di associazioni appropriate, quello che è utile è appreso ed immagazzinato con l’emozione corrispondente ed è disponibile per l’uso futuro.

Parental Coching

Il parent coaching si rivolge a tutti i genitori che vogliono essere in forma per il lavoro più intenso, difficile ed importante del mondo. A tutti i genitori che vogliono vivere la loro realtà familiare ed il rapporto con i figli con più gioia e serenità.

Si tratta di un processo che parte dalle difficoltà presenti nella realtà familiare o nella sfera emotiva della persona, e termina nel momento in cui il genitore si sente forte, consapevole, ha trovato le sue risposte ed iniziato a lavorare per costruire la realtà desiderata.

Grazie al coaching, i genitori si riconnettono con le proprie risorse personali, esterne ed interne, e con i propri punti di forza. In pratica si mettono sul tavolo tutti gli strumenti a disposizione nella vita del cliente, e si riflette insieme su come usarli consapevolmente nei momenti difficili. È un esercizio che regala chiarezza e presenza di spirito. Sappiamo tutti che il mestiere del genitore è il più difficile ed il più importante che ci sia: non ci sono vacanze, pause, e come tutti i lavori lo si può fare con passione, con impegno, con gioia.

Il parent coaching è un intervento che si attua nel contesto casalingo e nel momento in cui il genitore vive una difficoltà di rapporto con i propri figli. Parte dal presupposto che, in alcune situazioni, sia più efficace un sostegno che si inserisca nel quotidiano della famiglia e nel suo contesto di vita. A tal fine, alle consulenze in studio, vengono affiancati momenti di osservazione e confronto in casa e ciò ne costituisce la specificità. Il percorso di parent coaching prevede:

  • 1 incontro a studio di analisi del caso della durata di 1h15
  • 3  sessioni di osservazione a domicilio della durata di 2h
  • 1 incontro di monitoraggio e valutazione a studio di 1h15
  • 1 sessione di monitoraggio a domicilio della durata di 2h
  • 1 incontro a studio di valutazione finale

Valutazioni Psicodiagnostiche in età evolutiva

La Psicodiagnostica è la disciplina che si occupa della valutazione Psicologica (separata e distinta dalla Psicoterapia) in cui vi è la ricerca e il riconoscimento di alcuni segni che permettono di codificare il quadro globale di personalità del bambino in oggetto, attraverso i colloqui clinici, l'uso di reattivi e valutazioni osservative.

Il tipo di tecniche e strumenti usati variano di volta in volta, in base al contesto e allo scopo della valutazione, all'età e al tipo di eventuali difficoltà dei soggetti valutati.
I risultati di tale indagine permetteranno di esplicitare il funzionamento psicodinamico del soggetto in questione e, quindi, di indicare possibili strategie risolutive al disagio portato. Nella Psicodiagnosi infantile, per la definizione della sofferenza psichica riportata dal bambino, e l'individuazione del trattamento più adeguato, è necessario innanzitutto instaurare un'alleanza sia con il bambino che con i suoi genitori. La valutazione psicodiagnostica si svolge in 4 incontri. Il primo incontro conoscitivo in cui i genitori presenteranno la situazione al professionista, il secondo e il terzo con il bambino per la somministrazione dei test, alla presenza dei genitori se il bambino non vuole restare solo con il professionista ed un ultimo incontro di restituzione dei risultati ottenuti. 

Consulenza grafologica e perizie grafologiche

La grafologia fa il ritratto della persona e permette di descrivere dettagliatamente la personalità di un soggetto scrivente del quale rivela gli aspetti intellettivi, temperamentali, le dinamiche affettive-relazionali ed anche eventuali predisposizioni patologiche. Attualmente e in più parti del mondo si osserva un intensificarsi degli studi grafologici e i campi di applicazione di questa nuova scienza sperimentale sono i più diversi:
- Nella selezione del personale: Le aziende la utilizzano per scoprire alcuni tratti di personalità che servono per ricoprire una certa posizione, nella scrematura dei candidati, nella ricerca di caratteristiche di compatibilità con nuovi ruoli. La consulenza grafologica, nella gestione delle risorse umane, si dimostra particolarmente utile sia nelle prime assunzioni sia nella mobilità interne. Il grafologo, nel rispetto della riservatezza e tutela dell’individuo, pone in evidenza soltanto quei tratti temperamentali e intellettivi che risultano utili per la sua qualificazione, soddisfazione personale e in armonia con le esigenze di studio o lavoro; 
- La consulenza peritale è al servizio della giustizia. Falsi, scritti anonimi, testamenti in contestazione e tante altre sono le occasioni in cui il consulente grafologo è chiamato ad esprimere il suo parere.
- In età pediatrica e adolescenziale la consulenza grafologica, assieme ad altri strumenti, può dare delle preziose e valide indicazioni utili per la conoscenza della personalità e l’interpretazione di eventi di difficoltà nell’ apprendimento, disagi adattivi e comportamenti dei ragazzi. 
- Compatibilità di coppia e familiare: esamina le interrelazioni di tipo caratteriale esistenti tra due partner o due familiari per trarre le debite conclusioni relative alla compatibilità sul piano intellettivo e affettivo tra i due soggetti, e, quindi, alla possibilità di complementarietà e di armonica integrazione tra di loro. Il grafologo può, inoltre, indicare come sviluppare le convergenze e come gestire eventuali divergenze e problematiche emerse. 
- Nell’ambito scolastico professionale: per scegliere la scuola o il lavoro più adatto al soggetto. Attraverso la valutazione non solo delle capacità intellettive, ma anche delle caratteristiche di temperamento e delle potenzialità non ancora emerse, la grafologia diventa uno strumento importate per la scelta dell’indirizzo di studi o di una professione pienamente soddisfacente, che sappia appagare le esigenze di autorealizzazione presenti nel soggetto.